Piccolo sfogo senza direzione.
Abbiamo perso.
Tutti. Qua non si parla di destra o di sinistra, abbiamo perso tutti.
Nel momento in cui scrivo, i risultati danno una pressoché perfetta parità, ma comunque andrà sarà un insuccesso, un ulteriore peggioramento della già precaria situazione politica.
E la colpa? Serve dare la colpa? Certo che no, anche se, la colpa è di tutti noi, prima che della "politica".
Ieri sera (quasi notte a dire il vero) mentre ero fisso con lo sguardo su quelle torte perfettamente divise a metà che raffiguravano le percentuali di Camera e Senato, mi domandavo di chi fosse la responsabilità, oltre che del sottoscritto.
Sicuramente della nauseante campagna elettorale stile saldi di fine stagione. Tolgo l'ICI, ti dò 1000 euro all'anno se fai un figlio, se voti me ti regalo uno scivolo che dal balcone ti fa entrare direttamente dentro l'automobile, dall'altra parte però mi promettono l'abbonamento annuale alla giostra del calcinculo, più un sacchetto di gommose.
Se posso avanzare una proposta: il primo che mi promette, chessò, 5 CD musicali all'anno, gli dò il voto senza fiatare.
E che sarà mai, su. Io mi accontento di poco.
In mezzo a questo teatrino di promesse e fastidiose bugie, pochi hanno pensato a COME risolvere parte dei problemi del paese e NESSUNO (qualcuno forse, ma sempre troppo pochi) ha cercato di comprendere cosa i diversi schieramenti proponevano, perché?
Perché ci sono poche proposte concrete e tante false promesse. E a noi, è evidente, piacciono le promesse.
Perché in campagna elettorale, sia da una parte che dall'altra, non ci viene illustrato il programma di governo dei diversi schieramenti, ma solo ed unicamente le (presunte o reali che siano) falle del (presunto o reale che sia) programma opposto, in un clima di odio e accuse che fa passare la voglia di seguire e capire. Non resta altro che votare colui che meno ti è venuto in odio, quello che, in questi convulsi giorni di accuse e contro accuse, ti ha dato meno fastidio.
Tutto ciò, confonde ancor più le idee, hai già troppo decisivi - in termini di voto - "eterni indecisi".
Quelli a cui interessa per davvero l'abbonamento alla giostra del calcinculo, quelli in grado di spostare l'ago della bilancia da una parte o dall'altra: le mine vaganti.
Complice, forse, anche questo sistema elettorale nel quale, la decisione su chi governerà il paese può giocarsi anche in un 0,000001 punti percentuale. Come sta accadendo, con risultati facilmente immaginabili. Dietro alla maggior parte dei voti non c'è un'ideologia.
Senza parlare poi, della pagliacciata degli exit poll. Da ridere, se ci riuscite.
E' dura ammetterlo, ma sono d'accordo con quanto scrive il simpaticone Max Stefani nell'editoriale del Mucchio di questo mese:
"...Dato per scontato che i due schieramenti si dividono a metà il 75 percento degli elettori (senza nessuna interscambiabilità), è il restante 25 percento che decide il vincitore delle elezioni. E questo 25 non è quello che legge i giornali. Legge niente, sa poco e discute raramente di politica, ha un elevato livello di sfiducia e di avversione verso la politica. Vede la Tv però.
Una recente ricerca americana ha sentenziato che "l'elettore capisce solo ciò che vuole". I sostenitori di ogni candidato colgono solo le contraddizioni nelle dichiarazioni dell'avversario, mentre non vedono quelle nel proprio. Hanno fatto leggere una dichiarazione di Berlusconi ai fan di Prodi e viceversa, attribuendone la paternità all'uno o all'altro politico, scoprendo che i soggetti si dichiaravano per lo più d'accordo o contrari a seconda dell'autore non del contenuto.... "
Fondalmentalmente quello che vogliamo è avere qualcuno da detestare, sul quale riversare il nostro odio, restando tranquillamente seduti nella poltrona di casa.
Fa niente se adesso ci ritroviamo in questa grottesca situazione per la quale chiunque andrà al governo avrà i giorni contati, fa niente se non abbiamo alcuna certezza. Abbiamo sempre un bel sacchetto di gommose in mano, se vi sembra poco...
A pensarci bene però, forse una certezza c'è: dopo i risultati della campagna elettorale, se incontrate qualcuno per strada avete esattamente il 50% di possibilità che sia un coglione.