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I Suffer Disclaimer:

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.
E, diciamocelo, ci vuole un coglione per pensare che lo sia.

venerdì, 27 gennaio 2006

A causa di qualche cambiamento nella mia vita, lavorativa e non, da oggi fino a non si sa quando, questo blog verrà aggiornato anche da Miss Trellheim.
Anzi, spesso solo da lei poiché il tempo stringe, è denaro, tiranno, variabile ed io ne ho sempre meno.
barista poteva occuparsi di altro in gennaio 27, 2006 17:11 | link | commenti (5)
categorie:
sabato, 14 gennaio 2006

Antenna Uno Rock Station è da molti anni un ottimo "consigliere musicale", purtroppo il segnale della radio copre un paio di province emiliane e poco altro.
Ma da qualche giorno si può ascoltare anche in streaming in poche mosse e senza arrocco:

basta scaricare questa piccola applicazione

installarla, poi andare qua

cliccare su questo simbolino e tutto dovrebbe funzionare

se avete problemi provate da qua
barista poteva occuparsi di altro in gennaio 14, 2006 11:06 | link | commenti (1)
categorie: della musica
martedì, 10 gennaio 2006



Milaus - JJJ (2005)

Curiosa sensazione quella di avere tra le mani un disco che piace, e molto, ma al tempo stesso, per qualche oscura (ma neanche troppo) ragione, delude.

I Milaus erano l'unico gruppo italiano di "ultima generazione" che mi avesse stupito. Il modo in cui sapevano condensare nella loro musica almeno un decennio di indie-rock americano ed europeo, faceva intuire che mi trovavo di fronte ad una splendida realtà. Un Bignami edizione speciale di tutto quel sound che avevo sempre amato. Dentro le loro canzoni fioriscono tuttora, fertilizzati dal talento e da una sana incoscienza (musicale) giovanile, moltecipli germogli di rock indipendente: l'andamento (finto) trasandato dei Pavement, un'intelaiatura ritmica fugaziana, l'imprevedibilità dei dEUS, e la freschezza di un gruppo pop. Nell'accezione migliore del termine pop.

Il balzo dal primo lavoro ("United Slaves Of Amusement" del 2001) al secondo ("Rock Da City!" del 2003) era stato notevole, in termini di qualità e di maturità: le buone idee del gruppo acquistavano una forma lineare, in un certo senso 'ripulita' dalle prolissità dell'esordio. Che sia stato il lavoro di Giulio Favero (produttore di Rock Da City!) - uomo dalle palle quadrate, sia quando manipola un mixer - sia che si diverta dietro una chitarra, non ci è dato saperlo, e nemmeno sembra così determinante. Certo che il buon Giulio faticherà non poco nel camminare. Ad ogni modo quegli spigoli si sentivano nel disco precedente, eccome.

Passano due anni, cambiano etichetta (ora con la toscana Black Candy), ma per i Milaus - nome ispirato dall'amichetto occhialuto di Bart Simpson - è come se il tempo si fosse fermato ad allora. Gli spigoli sono, tuttavia, sempre più arrotondati, c'è in qualche modo più immediatezza e meno follia. Ogni canzone non è più un oceano, come affermavano loro stessi tempo fa, ma piuttosto un laghetto di periferia calmo e tranquillo, la superficie dell'acqua è liscia e ci si specchia, compiacendosi.
Un disco che segna il passo, l'ulteriore salto di qualità non c'è stato.
Nonostante un pezzo come Attitude To The Funny Things, faccia quasi gridare al miracolo: è una canzone dei Pavement, senza esserlo. Come se la band di Malkmus, invece che su schitarrate sbilenche e lo-fi, avesse costruito le sue fortune su due linee di basso ed un violoncello seghettato dall'archetto a intervalli regolari, su cui stonare e dichiarare apertamente il proprio status di cazzone. Si pongono sullo stesso livello It's Coming e It's A Miracle, due lampanti esempi di quello che il gruppo valtellinese è capace di fare: la prima un lento crescendo, indolente, che va a poggiarsi nel finale, sul giaciglio narcotico del sintetizzatore; ed un rock pulsante e tagliente, con cadenza quasi funk e catarsi conclusiva, la seconda. As I Used To Be, starebbe bene nei primi due dischi dei dEUS, e non serve dire altro.
E' il resto che non cattura e puzza di compitino, seppur svolto in maniera impeccabile. She's Back Again e Traffic troppo 'perfette' e compassate per essere vere, ed il punkettino-rockettino di So Beatiful, quasi sorprendente nella sua prevedibilità, zavorrano il disco rendendolo niente più che un addolcito riepilogo del predecessore.

Mi aspettavo troppo dal piccolo Milaus. Sempre meno sfigato e plagiato da Bart certo, ma è ora di togliere quegli occhialetti tondi ed abbandonare l'aria da bimbo saputello che ha studiato troppo la lezione. E' arrivato il momento di cazzeggiare per Springfield da solo.

Tracklist:

1 - She's Back Again
2 - It's Coming
3 - It's A Miracle
4 - Searching In All Love Songs
5 - Attitude To The Funny Things
6 - Traffic
7 - As I Used To Be
8 - So Beautiful
9 - JJJ


7/10


link: It's Coming
It's A Miracle
barista poteva occuparsi di altro in gennaio 10, 2006 16:17 | link | commenti (3)
categorie: della musica

Aprire il mio blog e vedere il manifesto elettorale di Forza Italia, mi fa soffrire un po'.
Comprendo i vostri imbarazzi intestinali e quindi ho deciso di togliere il post.
Pulizia.

Sebadoh - Magnet's Coil (in versione acustica come b-side sul singolo "Rebound")
barista poteva occuparsi di altro in gennaio 10, 2006 12:56 | link | commenti (3)
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